Come è nato il progetto

Il progetto nasce nel gennaio 2020 in seguito al lutto che ha coinvolto la famiglia Lesca-Ciardelli, custodi da alcuni anni della chiesa di San Salvatore di Casola Canina. Ci affidiamo alla voce di Enrico e Valentina per conoscere l’origine del progetto.

“L’improvvisa scomparsa di nostro figlio Jacopo, straordinario ragazzo di 19 anni, scout, voluto bene da tutti, profondamente in contatto con il Creato e dotato di grande sensibilità e capacità di contemplazione, ha spinto noi genitori a cercare un luogo speciale dove custodire le sue ceneri. 

Sulle colline di Casola Canina Jacopo andava spesso con il suo cane o in bici, per fare delle passeggiate o guardare le stelle… amava davvero tanto questi luoghi! 

Forse non si potrà mai arrivare a dare un senso alla morte di un figlio, ma vorremmo provare a trasformare un dolore così grande in un segno di speranza e di pace tra i popoli. Da qui l’idea di realizzare a Casola Canina dove la guerra ha portato morte e distruzione, un Cimitero Interreligioso come luogo di Pace e di Bellezza per Tutti: credenti di varie confessioni e non credenti!

Così, passo dopo passo, questo desiderio ci ha condotti su strade nuove e ci ha fatto conoscere nuovi fratelli di altre confessioni e non credenti con cui condividere il progetto. La bellezza paesaggistica, la dimensione umana, la componente comunitaria e la chiave universale del progetto trovano la perfetta sintesi e rappresentazione in Casola Canina, le cui caratteristiche rispondono sia ad un simbolismo di pace che la natura offre senza pregiudizi, che ad un’esigenza sempre più diffusa di spazi all’aperto, soprattutto per le nuove generazioni, ponendosi come innovativo, seppur piccolo, esempio di salvaguardia rispetto al “deficit da natura”.

Gli alberi di un piccolo boschetto nelle vicinanze del cimitero potranno essere destinati alla dispersione delle ceneri secondo il progetto laico Becoming Trees che àncora a ciascun albero d’elezione un archivio di memoria, favorendo la trasmissione di eredità digitali, rigenerando, valorizzando e custodendo in biodiversità aree in natura, seguendo i principi etici della permacultura: cura della terra, cura della comunità e condivisione equa”.

Il progetto, all’inizio visionario, ha preso corpo dopo lunghi mesi di dialogo tra le comunità che vi hanno aderito: ne è scaturito un confronto sui temi della ritualità della morte e la rielaborazione del lutto secondo le diverse sensibilità religiose e laiche.

La sintesi di quanto emerso può essere letta qui sotto:

Incontro delle comunità religiose e laiche al cimiterino di Casola Canina
Casola Canina

Il cimitero di Casola Canina si è rivelato non essere adatto a tale intervento, ma è stato individuato il piccolo cimitero di Borgo San Pietro nel comune di Ozzano dell’Emilia quale luogo più idoneo ad accogliere il nostro progetto: l’istituzione comunale è stata un interlocutore attento a fare della cittadinanza attiva e partecipata il proprio stile di governo locale, aperta a dimensioni più ampie e di largo respiro. Forti del loro sostegno, ci siamo rivolti all’Università di Bologna per chiedere una consulenza e uno studio di fattibilità. Dunque, l’incontro con giovani studenti e studentesse di UniBo-Facoltà di Architettura: insieme ai loro professori, Andrea Ugolini e Filippo Piva, hanno affrontato la sfida di riconfigurare il cimitero di Borgo San Pietro. 

Con entusiasmo si sono messi in gioco, hanno camminato per i sentieri del Parco dei Gessi, senza paura della fatica che lo studio e la strada richiedono. Hanno riflettuto sulla necessità di prendersi cura dei luoghi, i quali ci interrogano e chiedono risposte a bisogni sempre nuovi.

Il cimitero interreligioso e laico diventa occasione per educarci a una nuova coscienza di luogo, se vogliamo rendere i luoghi capaci di accoglienza, nell’ottica di una fioritura umana.

Il cimitero, pertanto, vuole essere casa aperta a tutte le identità, custodite nel rispetto della propria specificità, per evitare il rischio omologante di diventare indifferenti alle differenze.

I crinali intorno a Casola, Val di Zena